Ho finito anche questo nuovo libro della Vargas, l'ultimo riguardante la serie di Adamsberg.
Bello come gli altri, anzi più degli altri, fino a dire che se la batte con Sous les vents di Neptune. Ma passiamo alla trama in generale:
L'intera Anticrimine di Parigi esce da una lunga inchiesta: un'anziana infermiera che uccideva i vecchietti che aveva in cura, appena arrestata e soprannominata l'angelo della morte. In concomitanza con l'evasione di quest'infermiera dal carcere dov'era rinchiusa, inizia un nuovo ciclo di omicidi. Due marocchini a cui viene tagliata la gola con un bisturi, delle tombe di vergini profanate non si sa per fare cosa, dei cervi uccisi per prendere il loro cuore, e molti altri fatti apparentemente banali e inspiegabili che avranno un collegamento solo alla fine. I sospetti, grazie all'intervento del medico legale Ariane Lagarde, la più famosa di Francia e a cui Adamsberg aveva bruciato un'inchiesta decenni prima, e del suo lavoro sulle personalità dissociate, divergono appunto sull'infermiera fuggita. Con tutto questo, Adamsberg continua a spalare le sue nuvole, seguendo sentieri sconosciuti agli altri e procurandosi l'odio dei suoi colleghi dell'Antidroga o dei commissariati vicini. E Adamsberg deve anche occuparsi delle sue nuove incombenze di padre, che consistono nel far addormentare il piccolo Tom quando Camille è fuori per suonare con l'orchestra.
Intanto, c'è anche l'arrivo del Nuovo, dello stambecco rosso, che riapre la lotta fra le due valli: Veyrenc, che declama continuamente versi di Racine oppure inventati da lui sul momento, e che ha i capelli neri striati di rosso. Vera "bellezza scaturita dal male", dato che quando era piccolo una banda di ragazzi lo aggredì, per via del lavoro di suo padre, e gli incise il cranio con dei cocci di vetro: su quelle cicatrici, i capelli ricrebbero rossi.
Così, fra antiche pozioni per l'immortalità, gatti castrati, assemblee di uomini, medici legali coi languori, gatti rimbambiti, gelosie, fantasmesse, va avanti la storia fino all'insospettabile finale...
Commenti: davvero emozionante. In alcuni punti fa davvero ridere per le situazioni assurde e i personaggi fuori di testa che mette in scena la Vargas, in altri mi ha fatto venire il batticuore (tipo quando ritrovano Retancourt, la "dea polivalente" dell'Anticrimine, o quando stanno per far fuori Veyrenc). E alla fine non è stato neanche importante sapere chi aveva organizzato tutti gli omicidi, ma sapere se era Adamsberg il quinto al Pascolo ![]()
"Nel suo maschio principio della nostra impotenza, di tutti e due, quel giorno..."