In response to: La città e le stelle
shainer [Member]
Arthur Clarke, lo sceneggiatore di 2001 odissea nello spazio :)
In response to: La città e le stelle
John McCain [Member] · http://jmc.altervista.org/
Simpatica questa trama! Ma di chi è il libro?
In response to: Piccola considerazione
Walter [Visitor] · http://redbloggo.blogspot.com
Perfettamente d'accordo con John. Considera che l'astrazione è fondamentale quando si lavora con progetti di larghe dimensioni.
Ovviamente a ognuno il suo... se si stanno progettando applicazioni realtime, dove anche un solo nanosecondo può essere decisivo forse Java non è la scelta migliore.
In generale però, avere a disposizione degli oggetti più vicini al modo di pensare umano, garantire l'ereditarietà ed il polimorfismo (e quindi la riutilizzabilità del codice) ti evita di perdere molto ma molto tempo per implementare in modo custom ogni singolo pezzo di codice. Senza contare tutte le classi ed i metodi già presenti nelle runtime java, che ti permettono di scrivere evitare molto ma molto codice.
Come dicevo, il rovescio della medaglia sono le prestazioni (anche se attualmente sia il compilatore java che il runtime sono stati veramente ottimizzati).
Considera sempre che ogni livello di astrazione comporta meno lavoro per l'uomo ma decisamente più lavoro per la macchina, del resto è questo il motivo per cui sono state create le macchine.
Se ti sei avvicinata alla programmazione OOP, una volta compresa, comincia a dare uno sguardo alla AOP, ovvero la programmazione ad "aspetti". E' un livello di astrazione ancora maggiore rispetto all'OOP ed anche li, se devi fargli fare "Hello world" chiaramente non la usi...
Ciao
Walter
Ovviamente a ognuno il suo... se si stanno progettando applicazioni realtime, dove anche un solo nanosecondo può essere decisivo forse Java non è la scelta migliore.
In generale però, avere a disposizione degli oggetti più vicini al modo di pensare umano, garantire l'ereditarietà ed il polimorfismo (e quindi la riutilizzabilità del codice) ti evita di perdere molto ma molto tempo per implementare in modo custom ogni singolo pezzo di codice. Senza contare tutte le classi ed i metodi già presenti nelle runtime java, che ti permettono di scrivere evitare molto ma molto codice.
Come dicevo, il rovescio della medaglia sono le prestazioni (anche se attualmente sia il compilatore java che il runtime sono stati veramente ottimizzati).
Considera sempre che ogni livello di astrazione comporta meno lavoro per l'uomo ma decisamente più lavoro per la macchina, del resto è questo il motivo per cui sono state create le macchine.
Se ti sei avvicinata alla programmazione OOP, una volta compresa, comincia a dare uno sguardo alla AOP, ovvero la programmazione ad "aspetti". E' un livello di astrazione ancora maggiore rispetto all'OOP ed anche li, se devi fargli fare "Hello world" chiaramente non la usi...
Ciao
Walter
In response to: La rinascita di ArchLinux
Doxaliber [Visitor] · http://www.doxaliber.it
Molto carino lo sfondo, non è che potrei averne una copia? :-) Eventualmente puoi mandarmela all'indirizzo e-mail che leggi nel commento. ;-)
In response to: La rinascita di ArchLinux
John McCain [Member] · http://jmc.altervista.org/
Lunga vita ad Arch! ^^
In response to: Piccola considerazione
John McCain [Member] · http://jmc.altervista.org/
Consentimi di dissentire. Per un “Hello, world!” allora sì, è troppo, è difficile da memorizzare, è tutto ciò che vuoi tu. Però il problema è che l'informatico medio è uno “scienziato” nell'accezione più generale della parola, e quindi una persona che conosce lo strumento e sa utilizzarlo per i propri scopi.
Vedrai che nel 99% dei casi, con dei progetti "grossi" (pressappoco con qualsiasi cosa che non sia il già citato “Hello, world!” :D) la "masturbazione ad oggetti" di Java ti saprà salvare il culo.
Anche io dicevo la stessa cosa prima di conoscerlo e poi mi sono dovuto ricredere. Lo stesso programma che in C++ mi ha richiesto 10 giorni di lavoro, una ventina di file tra dichiarazioni e implementazione, e alla fine nemmeno funzionava correttamente (per via di conversioni Unicode/ANSI non molto funzionanti...), in Java mi ha richiesto 2 giorni scarsi di lavoro ed ha funzionato benissimo, al primo colpo.
In più, visto che sviluppavo un'applicazione per Windows e in quel momento avevo solo Linux a disposizione, per l'applicazione in C++ ho dovuto fare i salti mortali con WINE e MinGW per farla funzionare, la versione Java invece l'ho scritta e consegnata, senza tante pippe mentali.
Insomma... segnati questo post, fra qualche anno vedremo se pensi ancora lo stesso! :)
ciao :*
Vedrai che nel 99% dei casi, con dei progetti "grossi" (pressappoco con qualsiasi cosa che non sia il già citato “Hello, world!” :D) la "masturbazione ad oggetti" di Java ti saprà salvare il culo.
Anche io dicevo la stessa cosa prima di conoscerlo e poi mi sono dovuto ricredere. Lo stesso programma che in C++ mi ha richiesto 10 giorni di lavoro, una ventina di file tra dichiarazioni e implementazione, e alla fine nemmeno funzionava correttamente (per via di conversioni Unicode/ANSI non molto funzionanti...), in Java mi ha richiesto 2 giorni scarsi di lavoro ed ha funzionato benissimo, al primo colpo.
In più, visto che sviluppavo un'applicazione per Windows e in quel momento avevo solo Linux a disposizione, per l'applicazione in C++ ho dovuto fare i salti mortali con WINE e MinGW per farla funzionare, la versione Java invece l'ho scritta e consegnata, senza tante pippe mentali.
Insomma... segnati questo post, fra qualche anno vedremo se pensi ancora lo stesso! :)
ciao :*
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