Ma gli androidi sognano pecore elettriche?

Eh sì, sono ufficialmente nel periodo fantascienza e sul treno ho letteralmente divorato questo libro, uno dei più conosciuti di Philip Dick, da cui è stato originato diversi anni fa il film Blade runner di Ridley Scott.

In seguito all'ultima Guerra Mondiale, una densa polvere radioattiva ha coperto la Terra, creando danni irreversibili al cervello e al fisico umani. Chi ha potuto è emigrato sulle colonie di Marte, e pochissimi sono rimasti su un mondo ormai morto. Quasi tutte le forme di vita animale sono estinte, e i pochi esemplari rimasti vengono venduti a caro prezzo a persone abbienti che possono sfoggiarli come dimostrazione di benessere. Per chi non può permetterseli, ci sono gli animali elettrici, riproduzioni fedelissime di quelli reali. Altra consolazione è il Mercerianesimo, enigmatica religione che permette, tramite le scatole empatiche, di entrare in contatto con Wilbur Mercer e compiere il suo ciclico percorso di morte e rinascita.

Rick Deckard è rimasto sulla Terra, dove lavora come cacciatore di taglie occupato di "ritirare" i numerosi androidi di Marte che sfuggono al controllo e si imbarcano come clandestini. Per riconoscere androidi sempre più perfetti da umani, si usa il test di Voigt-Kampff, che misura l'empatia, di cui gli androidi sono totalmente sprovvisti.
Deckard dovrà scontrarsi con un nuovo modello di androide progettato dall'azienda Rosen, i Nexus 6, sempre più difficili da individuare. Ne dovrà ritirare sei, aiutato da una delle socie dell'azienda Rosen, una Nexus 6 con cui avrà una breve relazione che lo porterà a mettere in discussione le sue certezze e il suo lavoro.

Commento: molto bello, il meno allucinato di Philip Dick, anche se su tutto domina l'idea degli spazi vuoti, degli edifici abbandonati, di una solitudine esteriore ed interiore.

Lisa

La rinascita di ArchLinux

La momentanea (e speriamo soltanto accidentale) sparizione del nuovo alimentatore del portatile, che è improvvisamente diventato TFU dopo appena una settimana di vita, mi ha permesso di resuscitare e far sorgere a nuova vita un'ancestrale ArchLinux che occupava il pc fisso e ormai era usata solo come "server di stampa".

Per lo screenshot pazientate, sto decidendo il nuovo sfondo, e con questo LCD a 17 pollici sono tutti mozzafiato!

Intanto ho eseguito un aggiornamento completo di 400 e passa pacchetti che ha coinvolto kernel (2.6.31 attualmente), Xorg (dannato hotplugging!), openoffice, i giochi, window maker (molto più bello così), tutto praticamente. Adesso passerò alle configurazioni di un server web e di OpenSSH, insomma ci sarà da smanettare e divertirsi come piace tanto a me :)

EDIT: alla fine ho lasciato lo sfondo di sempre, è troppo bello e nessuno regge il confronto (anche mamma ha convenuto su questo). Eccolo qui, anche se così rimpicciolito non rende come a 17 pollici!

Ingegneri cosmici

Al Romics ho beccato uno stand di una casa editrice che pubblicava libri di Clifford Simak, uno dei più famosi e dei primi autori di fantascienza. Dopo un'ardua scelta (ce ne erano tantissimi allo stand e sembravano tutti belli) ho comprato questo. Primo libro di questo spettacolare scrittore, prima pubblicato a puntate sulla rivista Astounding nel 1939 e poi edito una decina di anni più tardi.

Un giornalista e un fotografo, mandati su un'astronave ad orbitare nel sistema solare per un servizio speciale sui pianeti, si imbattono in una strana navicella. Dalla fattura primitiva, e priva degli strumenti per atterrare, sembra abbandonata da secoli. Ma i due trovano al suo interno una ragazza, Caroline: nella guerra contro Giove di un millennio prima, essa era stata considerata traditrice per aver rifiutato di divulgare una scoperta scientifica che avrebbe potuto capovolgere le sorti della guerra a favore della Terra (guerra poi vinta a prezzo di grandi perdite). Ma Caroline aveva un motivo: la scoperta avrebbe quasi sicuramente portato alla distruzione della Terra. Così era stata spedita nello spazio, condannata a vagare fino alla morte in completa solitudine; ma avendo scoperto il segreto dell'animazione sospesa, vi si era posta con la speranza di essere un giorno ritrovata e salvata. Con un piccolo errore: il macchinario spense tutte le sue funzioni vitali, tranne il pensiero, condannato per mille anni a vagare nell'astrattismo più puro e ad elaborare concetti di matematica pura che nessuno può ancora comprendere.

Durante l'animazione sospesa, Caroline ha anche parlato telepaticamente con degli esseri che vivono ai confini dell'universo: gli Ingegneri Cosmici, arrivati ad un livello scientifico così elevato da poter predirre l'imminente fine dell'universo a causa del terribile scontro con un altro "vicino". Essi non sanno però come evitare il disastro, e radunano tutte le forme viventi (fra cui Caroline, i due giornalisti e un paio di intraprendenti e ribelli scienziati terrestri) con cui riescono a mettersi in contatto per elaborare una strategia di salvezza. Nel frattempo gli Infernali, razza da sempre avversa che mira a sterminarli, sta preparando l'ultimo feroce attacco nel tentativo di impedire loro di trovare una soluzione al problema.

Commento: bellissimo, una delle storie di fantascienza più belle mai lette, che riesce a condensare in una storia tutto sommato corta un'infinità di riflessioni, storie, personaggi esilaranti. E, particolare che piaceva molto quel tempo, con la razza umana che per le sue capacità di immaginazione, di pensiero creativo e di risoluzione dei problemi inaspettati, riesce a "prevalere" anche su una razza scientificamente più avanzata come gli Ingegneri.

Lisa

I robot dell'alba

Altro libro di Asimov che ho finito di leggere da poco (e che sono convinta di aver già letto in precedenza, forse chissà quanti anni fa...alcuni elementi li ricordo con precisione, fra cui parti del finale), e come sempre bellissimo e avvincente.

Il terrestre Elijah Baley, mentre cerca di uscire dal guscio protettivo delle Città sotterranee per affrontare la sua agorafobia, è convocato d'urgenza su Aurora, uno dei pianeti colonizzati. Il più grande esperto roboticista del pianeta, inventore e unico possessore della scienza dei robot umanoidi e personaggio politico di spicco, è accusato di aver "congelato" il cervello positronico di una delle sue due creazioni. Tutti gli indizi sono contro di lui: lui stesso ammette di essere l'unico, fra tutti gli esperti di robotica, ad avere le capacità per indurre in contraddizione un robot così perfezionato ed umanoide come Jander Panell. Elijah, che dopo gli avvenimenti del precedente libro è una star internazionale, viene convocato per risolvere un caso che ha risvolti importanti per la Terra: Fastolfe, il roboticista, è infatti uno dei pochi sostenitori dell'importanza della Terra per eventuali future colonizzazioni, mentre gli altri pianeti vorrebbero abbandonarla a marcire al suo destino e ricominciare in modo più pulito e perfetto, usando i robot umanoidi che l'Istituto di robotica, sotto la guida della figlia di Fastolfe e di Amadiro, sperano di riuscire a costruire presto. Se Fastolfe perde, dunque, la Terra è destinata a rimanere chiusa in se stessa, disprezzata da tutti. Elijah sarà continuamente aiutato dall'altro robot umanoide di Fastolfe, il suo amico R. Daneel Olivaw.

Elijah però ha anche lasciato una donna su Aurora, una Solariana a cui ha cambiato la vita facendola innamorare di sé, e facendole sfidare tutte le convenzioni e i tabù che le erano stati imposti su Solaria, dove ci sono circa cinquecento robot per persona e i contatti umani avvengono solo quando è proprio impossibile evitarli, senza nessun piacere o coinvolgimento personale. Lei era la proprietaria, e intratteneva rapporti sessuali con Jander al punto da considerarsi come sua moglie.

Posto davanti alla necessità di indicare un colpevole davanti al Presidente - specialmente dopo una lunga serie di avventure - Elijah sceglierà in modo da non danneggiare i suoi interessi politici, e quelli della Terra, ma solo lui e pochi altri sapranno che la verità è un'altra.

Piccola considerazione

Adesso che, da un paio di giorni, sto avendo a che a fare con il Java (linguaggio che in precedenza mi aveva incuriosito, ma di cui non sapevo assolutamente nulla) posso permettermi una considerazione:

Fa cagare.

Ma cosa mi rappresenta tale profundìo (chissà se esiste sta parola) di metodi e classi per fare le cose più semplici e banali? Va benissimo orientato-agli-oggetti, ma non affondato-negli-oggetti! Io sono la prima a sostenere che l'invenzione delle classi è stata qualcosa di geniale, che specialmente in caso di programmi complessi migliora le prestazioni, la compattezza e la leggibilità del codice. Ma c'è differenza fra "qui questi attributi sono riferiti ad una stessa cosa e quindi li unisco in una bella classe con dei metodi dei gestirli" e "buttiamo classi e oggetti ovunque".

Fine :D

Lisa

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