Eh sì, sono ufficialmente nel periodo fantascienza e sul treno ho letteralmente divorato questo libro, uno dei più conosciuti di Philip Dick, da cui è stato originato diversi anni fa il film Blade runner di Ridley Scott.
In seguito all'ultima Guerra Mondiale, una densa polvere radioattiva ha coperto la Terra, creando danni irreversibili al cervello e al fisico umani. Chi ha potuto è emigrato sulle colonie di Marte, e pochissimi sono rimasti su un mondo ormai morto. Quasi tutte le forme di vita animale sono estinte, e i pochi esemplari rimasti vengono venduti a caro prezzo a persone abbienti che possono sfoggiarli come dimostrazione di benessere. Per chi non può permetterseli, ci sono gli animali elettrici, riproduzioni fedelissime di quelli reali. Altra consolazione è il Mercerianesimo, enigmatica religione che permette, tramite le scatole empatiche, di entrare in contatto con Wilbur Mercer e compiere il suo ciclico percorso di morte e rinascita.
Rick Deckard è rimasto sulla Terra, dove lavora come cacciatore di taglie occupato di "ritirare" i numerosi androidi di Marte che sfuggono al controllo e si imbarcano come clandestini. Per riconoscere androidi sempre più perfetti da umani, si usa il test di Voigt-Kampff, che misura l'empatia, di cui gli androidi sono totalmente sprovvisti.
Deckard dovrà scontrarsi con un nuovo modello di androide progettato dall'azienda Rosen, i Nexus 6, sempre più difficili da individuare. Ne dovrà ritirare sei, aiutato da una delle socie dell'azienda Rosen, una Nexus 6 con cui avrà una breve relazione che lo porterà a mettere in discussione le sue certezze e il suo lavoro.
Commento: molto bello, il meno allucinato di Philip Dick, anche se su tutto domina l'idea degli spazi vuoti, degli edifici abbandonati, di una solitudine esteriore ed interiore.
Lisa